Anche quando i familiari fanno visita agli anziani ospiti delle case di riposo, il senso di solitudine può comunque essere molto presente. Non è raro che alcuni residenti vivano momenti di chiusura emotiva, complice la scarsa frequenza delle visite o la percezione di isolamento, nonostante la presenza di altre persone nella struttura. In questi contesti, il rischio è che il disagio emotivo si traduca progressivamente in una condizione di maggiore fragilità generale, incidendo anche sul benessere fisico.
Le occasioni di stimolo relazionale, leggerezza e partecipazione condivisa, infatti, sono spesso limitate nella quotidianità di questi ambienti.
Attività basate sulla giocosità, sul coinvolgimento e sull’espressione spontanea possono offrire agli anziani un importante strumento di socializzazione, aiutandoli a ristabilire un contatto più vivo con gli altri e con se stessi. Creare momenti di partecipazione attiva consente di interrompere il senso di isolamento, alleggerire le tensioni interiori e favorire un clima emotivo più positivo. In questo contesto, la dimensione ludica diventa una risorsa concreta per contrastare stress, solitudine e chiusura emotiva, stimolando pensieri più aperti e una maggiore disponibilità relazionale. Anche sul piano fisiologico, esperienze di questo tipo possono produrre effetti favorevoli: contribuiscono a rilassare il corpo, favoriscono una migliore regolazione della pressione arteriosa, sostengono l’equilibrio cardiovascolare e promuovono una condizione generale di maggiore benessere.
Pensionamento
Un fattore di stress per gli anziani e’ rappresentato dalla sensazione di “essere inutile” dopo una vita di lavoro o dedicatata a crescere figli e nipoti. La frustrazione che ne deriva puo’ rivelarsi molto dannosa per la salute. Ecco che ridere insieme ad un gruppo aiuta a vincere l’insicurezza e concorre ad aumentare l’autostima.
Assenza di legami
Giocare con un gruppo e’ molto importante per coloro che soffrono di mancanza di contatto umano. Molti sentono la necessita’ di condividere le proprie emozioni: giocare aiuta a sentirsi parte di, agevola il senso di appartenenza ad un gruppo ed il legame che si crea con le persone con cui si ride insieme risulta essere molto forte, generando sentimenti di vicinanza e di fraternita’.
Mancanza di mobilita’
L’immobilita’ fisica danneggia arti e muscolatura. Giocando, si incrementa la produzione di endorfine e questo allieva la sensazione di dolore. I movimenti diaframmatici aumentano la capacita’ polmonare e fanno un vero e proprio massaggio agli organi interni. Anche l’apparato cardiocircolatorio ottiene i suoi benefici. Per cui questa pratica risulta benefica sia a chi soffre di solitudine, sia a chi e’ immobilizzato su una sedia a rotelle.
Diminuzione delle facolta’ intellettive
Con l’avanzare dell’eta’ si puo’ cadere nella demenza senile o contrarre il Morbo di Alzhaimer. Le azioni che prima erano facili da compiere, con l’insorgenza della malattia, non lo sono piu’. E l’umorismo non puo’ colmare il divario perche’ le battute non vengono comprese. Quindi giocare puo’ essere un valido aiuto perche’ si attiva di più il corpo che la mente. E allora si trova il modo di ingannare la malattia ed ottenere i benefici forniti dalla pratica a tutti i livelli perche’ non occorre nessuna abilita’ mentale.
Giocare genera il sorriso che è la vera fonte di giovinezza!


